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Casa famiglia

La nostra storia:
La nostra prima casa famiglia nasce nel 2003. Inizialmente un gruppo di giovani adulti, formati per lavorare con gli adolescenti in difficoltà, mettono insieme la loro comune passione per realizzare questo progetto. La casa famiglia Epoché nasce con la collaborazione del Comune di Oriolo Romano, di alcuni amici, che in un impegno comune hanno finanziato il progetto nella fase iniziale.
Negli anni questa struttura è stata punto di riferimento per molti ragazzi sofferenti nell’anima. Abbiamo collaborato molto con il Centro di Giustizia Minorile, il Comune di Roma, la Vt4 e altri territori che via via hanno conosciuto la nostra realtà.
Nella casa famiglia i ragazzi trovano un dispositivo di aiuto che rende possibile, tramite un continuo lavoro di gruppo e di supervisione, la riattivazione del processo evolutivo dell’adolescenza. Noi facciamo grande attenzione al lavoro di gruppo appunto e pensiamo che questo sia lo strumento principale per comprendere profondamente il funzionamento psichico e la sofferenza mentale.
Nel 2006 abbiamo realizzato un’altra casa famiglia, Rosa Luxemburg, sempre destinata al lavoro con gli adolescenti in difficoltà. Qui abbiamo cercato di rendere ancora più specifico il nostro tentativo di accogliere adolescenti così detti “al limite”. Il nostro sforzo si è concentrato su un maggiore lavoro di supervisione e su un approccio sempre più orientato verso la teoria psicoanalitica rispetto al funzionamento mentale. Nello stesso tempo  abbiamo cercato di rendere il nostro gruppo capace di lavorare su un assetto interiore e sul costituirsi come un clan di adulti che si occupano di ragazzi. Non ci sono estranee dunque quelle serate in comunità in cui lo stare insieme diventa punto di incontro tra concreto e metaforico. Dal 2010 la casa famiglia si è trasferita nel Comune di Capranica. Qui la cooperativa ha trovato un casale ristrutturato e proprio come una "famiglia" ha deciso di comprarlo per dare ai ragazzi una casa ancora più stabile. Certo questa nuova scommessa ha richiesto molto impegno e molto coraggio. Il nostro gruppo d'altronde è convinto che solo investendo molte risorse si può realmente aiutare i ragazzi in difficoltà.

  • COME LAVORIAMO:  I nostri strumenti sono la supervisione (due incontri mensili con il dott. Tito Baldini), le riunioni del gruppo di lavoro (una volta a settimana), l’assemblea dei ragazzi (una volta a settimana), un progetto di intervento individualizzato che abbia come fine tutto ciò che permette all’adolescente di sviluppare la sua capacità di rappresentare e un progetto globale che pensa la comunità come setting terapeutico globale e permetta all’operatore di lavorare soprattutto sul suo assetto interiore.
  • A CHI E' RIVOLTA LA CASA FAMIGLIA:  La casa famiglia ospita adolescenti con una sofferenza nell’anima. Per questi ragazzi il processo di crescita proprio dell’adolescenza ha subito un’interruzione. Possono rivolgersi alla cooperativa i servizi sociali del territorio di appartenenza del ragazzo.

Chi siamo

Il lavoro della Cooperativa Il Funambolo inizia nel 2002, anno di incontro del nucleo storico del gruppo, anno in cui demmo vita alla nostra prima esperienza associazionistica.
Ritenevamo allora che la casa famiglia e il gruppo fossero i dispositivi terapeutici fondamentali e maggiormente indicati per accogliere ragazzi che soffrono nella mente. Il gruppo rievoca la capacità di costruire legami.
Oggi il Funambolo ha all’attivo una casa famiglia e un progetto di compagno adulto.

Nel corso della nostra attività abbiamo sviluppato un nostro metodo di lavoro. Il nostro compito è quello di dare agli adolescenti che vivono situazioni problematiche una cornice nella quale svolgere una ricerca di senso per le loro esistenze, un percorso che permetta loro di rapportarsi con un altro, la società e la realtà in generale. Il processo terapeutico nelle nostre strutture e nel compagno adulto passa attraverso ciò che viene giocato nel rapporto e nella comunicazione fra adulti e ragazzi, nel tentativo di dare rappresentazioni alle menti dei nostri adolescenti.

Il nostro è soprattutto un lavoro che mira alla costruzione di una mente per i ragazzi, capace e libera anche di soffrire. I ragazzi sono accettati nella totalità della loro personalità e intraprendono un percorso di costruzione ricostruzione del senso. Il lavoro in casa famiglia è soprattutto un lavoro sul gioco dei significati e attraverso questa ricerca di significati e di nuovi percorsi di senso per azioni o situazioni che spesso mettono in crisi il soggetto nella propria unità, i ragazzi possono immaginare una possibile unità narcisistica, garante del sentimento di identità.

Al centro del nostro interesse è il difficile compito di accompagnare il ragazzo nel processo di ri-significazione e ri-maneggiamento proprio della crisi adolescenziale, cercando di rendere tale percorso quanto più creativo e di riattivarlo, nei casi al limite, quando l’adolescenza sembra mancare il suo appuntamento evolutivo.

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